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Chiara Rapaccini premiata alla XX.ma edizione del Premio Afrodite

L'Amara Dolce Vita di Chiara -

Per il libro "Mio amato Belzebù:l'amara dolce vita con Monicelli e compagnia"


di Oriana Maerini


Roma. Nella giornata internazionale della donna ho intervistato Chiara Rapaccini nell’ambito in occasione del premio Afrodite che, sotto la direzione artistica di Cristina Zucchiatti e Paola Poli, quest’anno ha festeggiato ieri la XX^ edizione, de è dedicato all’universo femminile nell’ambito dello spettacolo, in particolare del cinema, della fiction, della cultura e della creatività artistica femminile.

Fra i tanti volti femminili premiate per il loro talento ci sono attrici, registe e produttrici - (Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Gaia Girace una giovane attrice che si è fatta notare in vari ruoli di serie TV dall' "L'Amica geniale” a "The Good Mothers”, fino ad arrivare al suo esordio cinematografico nei “Girasoli”,Barbara Ronchi protagonista di "10 Minuti" di Maria Sole Tognazzi e di " Non Riattaccare" di Manfredi Lucibello, Alessandra Mastronardi, una delle poche attrici italiane che ha conquistato il pubblico internazionale, Greta Scarano premiata per la sua scelta di ruoli di donne forti, libere, come l’avvocata della serie TV “ Circeo”, del film “Nuovo Olimpo" e del corto multipremiato "Sei mesi dopo", Milena Mancini in particolare per il suo spettacolo teatrale "Sposerò Biagio Antonacci" contro la violenza sulla donne, Pilar Fogliati protagonista della commedia nella serie “Odio il il Natale” ed il film di Giovanni Veronesi "Romeo è Giulietta", Carolina Crescentini per la sua interpretazione nel corto “Unfitting" di Giovanna Mezzogiorno.
Giovanna Sannino per il suo ruolo nella serie “Mare Fuori” e il suo impegno nel laboratorio artistico di Una Nessuna Centomila, la produttrice Elda Ferri il premio alla carriera – ho scelto di intervistare Chiara Rapaccini per il libro ” Mio Amato Belzebù”: l’amara Dolce vita con Monicelli e compagnia”. Artista, illustratrice, designer, Chiara è una donna elegante, distinta, volitiva che è stata la consorte del maestro Mario Monicelli. La sua è una bellissima storia d'amore nata su un set di Amici mieidove Chiara, 40 anni più giovane del grande regista che ha portato alla ribalta il cinema italiano, ha conosciuto mente faceva la comparsa.

Come è nata l’idea di questo libro?

E’ nata dal desiderio di raccontare, ad un certo punto della mia vita, la storia rocambolesca di una ragazza di Firenze che si è trasferita a Roma. Una ragazza semplice, un’artista che entra a far parte del mondo del cinema e dei più grandi cinematografari di allora italiani e mondiali. Racconto come io mi sono sentita davvero in quell’universo tanto esaltato: da un lato molto lusingata e dall’altro terrorizzata. Il libro è molto duro, perché rileva anche la parte oscura del mondo del cinema al tempo della Dolce Vita.

Perché ha intitolato Il libro” Mio Amato Belzebù”: l’amara Dolce vita con Monicelli e compagnia?

Perché Mario era diabolico; a me sono molto simpatici i diavoli. Mario aveva tutte le doti di un diavolo affascinante, ogni tanto dovevo stare attenta perché poteva bruciarmi.

Chiara Rapaccini premiata sul palco del cinema Barberini



Ma era anche gentile e disponibile…..

Si, era anche molto gentile ma che Mario avesse un carattere burbero è una leggenda.

Nel mondo del cinema che ha conosciuto qual è l’attore o il regista che ha apprezzato di più?

Scelgo uno sceneggiatore perché si parla sempre e solo di registi o attori invece io ero molto affezionata, come fossero degli zii, a coloro che mi hanno raccolto Benvenuti, De Bernardi, Ace e Scarpelli. In particolare nel mio cuore ci sono i De Bernardi, Piero e Leo erano le persone più anziane, fra i vecchi sceneggiatori dell’epoca, che mi hanno aiutato a superare la mia grande timidezza di stare in mezzo ai grandi del cinema. Erano toscani come me, entrambi fiorentini. Ho vissuto più a mio agio con gli sceneggiatori che con gli attori e registi.


Non le è mai venuto in mente di realizzare un’opera come sceneggiatrice?

No, nel cinema come ho descritto molto bene nel libro, ho avuto a che fare con i cartoni animati perché ho realizzato sigle animate per i film di Mario e non solo. Ho scritto qualche soggetto come ghost writing per Mario perché scrivevo bene ma, maschilista com’era li firmava lui, però mi pagava.

Che rapporto ha ora con il cinema?

Lo adoro, lo amo ma io sono un’artista in particolare una pittrice. L’ho fatto tutta una vita, il cinema l’ho solo toccato. Il mio libro parla di questo: di come sono sopravvissuta fino adesso perché non ho mai fatto il cinema.















(Venerdì 8 Marzo 2024)


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