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Un triangolo amoroso giocato sui campi da tennis

Challengers

Guadagnino usa il tennis per esplorare la complessità dei sentimenti


di Margherita Fichera


Il film si concentra sulla sfida tra due tennisti, Art, (Mike Faist), e Patrick,(Josh O’Connor) una volta migliori amici, ora rivali, in un torneo minore (appunto un “Challenger”). Di tanto in tanto, dei flashback ci raccontano l’esordio delle loro carriere e la fine della loro amicizia, e come queste siano state influenzate daTashi, interpretata daZendaya, allenatrice e moglie di Art , nonché ex-fidanzata di Patrick, giovane promessa inespressa a causa di un grave infortunio sul tappeto rosso. Il regista Luca Guadagnino porta sul grande schermo una storia scritta dal drammaturgo e romanziere Justin Kuritzkes e usa il tennis per esplorare la complessità dei rapporti umani, illustrando come avvenimenti lontani nel tempo continuino a dare adito ad ostilità e risentimenti: il confine con il desiderio e l’amicizia, non è, tuttavia, poi così netto. Sicuramente il film fa un ottimo lavoro nel dimostrare che le dinamiche interpersonali più intime non sempre sono quello che sembrano. Quella che può, inizialmente, sembrare una semplice partita di tennis, infatti, si scoprirà essere in realtà molto di più, soprattutto grazie alle molteplici scene che riportano eventi avvenuti anni prima. I flashback aiutano anche a definire meglio le dinamiche tra i tre protagonisti: prima tra tutti quella tra i coniugi Art e Tashi. Scopriamo, infatti, assistendo all’inizio della loro relazione personale e professionale, che il loro matrimonio è basato sul tennis - nonostante questi abbiano una figlia - e assistiamo a come Tashi faccia di tutto per rendere Art il campione che lei non è riuscita a diventare. La domanda ci viene spontanea è: come può sopravvivere, se può sopravvivere, il loro matrimonio una volta che Art , che continua a perdere, sembra volersi ritirare? E come si concilia tutto ciò con l’improvvisa ricomparsa di Patrick , ex migliore amico di Art ed ex fidanzato di Tashi che, sempre attraverso i flashback, scopriamo essere stato particolarmente importante, seppure in modo diverso, per entrambe le parti della coppia?

Zendaya,Josh O’Connor e Mike Faist in una scena del film


Per quanto il fulcro sia questa relazione complicata, difficile non trovare dei parallelismi tra le partite di tennis e gli scontri che avvengono tra i personaggi: come infatti nel gioco ci devono essere per forza un vincitore e un vinto. Lo spettatore ha l’impressione che, anche i personaggi durante le loro discussioni, stiano costantemente cercando di primeggiare sull’interlocutore-avversario. La musica pop incalzante e potente che fa da assordante sottofondo sia alle partite sia a alle liti, aiuta sicuramente a notare queste somiglianze quasi biunivoche, con tanto di scambi serrati.
Zendaya, Faist e O’Connor ci offrono delle performances magistrali, tanto nelle scene dove sono adolescenti quanto in quelle dove sono adulti, bilanciando perfettamente
questo triangolo fatto di tensioni, rancori e desiderio. Incarnano tutti e tre dei personaggi decisamente non perfetti, ma al tempo stesso talmente umani, che difficilmente riusciranno a lasciare il pubblico indifferente. Il susseguirsi dei loro scontri e dei loro incontri scandisce la pellicola in modo accattivante fino a culminare in un finale che lascia col fiato sospeso.

Voto: ***½



(Martedì 30 Aprile 2024)


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